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日志


8月25日

Olympic roses

 

Flowers without names

blooming in the field

can just sway in the wind

but  I was born with a destiny of rose

born to live in glory and passion.

Roses, roses, bloom in dignity

roses, roses scatter in beauty

      

Dedicato all'"Olimpiade delle donne": abbiamo Valentina Vezzali, oro di fioretto, Giulia Quintavalle, oro di judo, Federica Pellegrini, oro con record del mondo nel nuoto nella fila sopra, senza dimenticare Chiara Cainero, storico oro femminile di tiro al piattello. In quella sotto, Anna Bessonova, campionessa ucraina di ginnastica ritmica: chissenefrega se non ha vinto l'oro vederla esibirsi è sempre un privilegio, Shawn Johnson, campionessa statunitense di ginnastica artistica: sapendo come spicca per la sua esplosiva potenza nessuno direbbe mai che alla nascita, quando le hanno fatto l'indice di salute e vitalità del bambino, aveva 0 e per finire la nostra mitica campionessa di canoa Josefa Idem. E visto che i gigli fra le rose ci sono sempre stati bene, vai con Michael Phelps e Usayn Bolt, che insomma hanno fatto imprese mica da ridere!

                                            

8月21日

Il mio pagliaccio azzurro

Mi sono successe tante cose in quest'ultimo periodo, che per fortuna mi hanno fatto stare molto bene dopo un brutto periodo. Non é facile parlare, perché sono faccende molto personali e un po' complesse, comunque ci voglio provare, facendomi aiutare da Bob Seger e dalle foto che ho scattato nel parco del castello di Sartirana, più piccolo, privato, ma per me più bello di quello del castello di Pv dove si é svolta la scena originale.(Per chi non lo sapesse, é la versione originale di "Pagliaccio azzurro" di Anna Oxa che dedico al mio personalissimo angioletto con le corna).  Rasserenatevi e innamoratevi, mi raccomando!^_^

 

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Take away my inhibitions
Take away my solitude
Fire me up with your resistance
Mmmm put me in the mood
Storm the walls around this prison
Leave the inmates
Free the guards
Deal me up another future with some brand new deck of cards
Take the chip off of my
Smooth out all the lines
Take me out among the rustling pines
Til it shines
Ahh till it shines


Like an echo down a
canyon
Never coming back as clear
Lately I just judge the distance
Not the words I hear
I’ve been too long on these islands
I’ve been far too long alone
I’ve been too long without summer
In this winter
home
Still if we can make the effort
If we take the time
Maybe we can leave this much behind
Til it shines
Mmmm til it shines
See the rich man lost and lonely
Watch him as he dines
Sitting there just testing all the wines
Til it shines
Til it shines

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8月13日

Chiacchierata con l'artista

Questa é un'intervista da me realizzata il mese scorso...ora che il giornale me l'ha pubblicata, la condivido con chiunque gradisca leggerla, sempre ricordando che è un Faby Original soggetto a diritto d'autore.

 

Ultimamente si sente parlare sempre più spesso del “downshifting”, ovvero di chi sceglie, per la propria vita, di non perseguire innanzitutto carriera e guadagno, ma di ispirarsi ad altri principi. Parlando con Beppe Pasciutti, si ha proprio l’impressione che questo fenomeno non sia poi così recente.

“Ho cominciato la mia carriera artistica appena terminato l’istituto d’arte Cellini di Valenza – racconta - e ho fatto la mia prima mostra personale nel 1979, quando avevo 28 anni. Mi ispiro a Paul Klee, a Mirò, a Kandinskij e a Keith Haring, ma non mi considero parte di una qualche ben definita corrente artistica: mi lascio andare a seconda dello stato d’animo del momento. Non faccio mai schizzi preparatori, a volte dico di essere io stesso lo schizzo preparatorio. Nel 1997 ho realizzato una serie di 26 dipinti per gioielli ispirati a Pinocchio. E’ stata la prima volta che una fiaba si è trasformata in ornamento. Ho realizzato anche opere ispirate ai disegni di Fellini e alle commedie di Dario Fo. Lo scorso 29 aprile, poi, ho tenuto un laboratorio creativo sull’oreficeria longobarda presso i musei civici di Pavia. Ho organizzato, per un gruppo di ragazzi delle medie di Pavia e di Grottaminarda, in provincia di Benevento, una ‘trattoria creativa’. Ho messo loro davanti una piastrella invece del piatto, matite invece delle posate e li ho invitati a comporre, con la cera Pongo, dei gioielli in stile longobardo, seguendo le spiegazioni della piccola lezione da me tenuta la mattina”.

Ritornando sui temi cari a tutta la sua produzione e a quelli espressi, in particolare, nella sua ultima mostra, aggiunge: “Noi occidentali non sappiamo più cogliere l’importanza dell’ozio e della lentezza per cogliere l’estetica del quotidiano. Il tempo, secondo me, è il più grande genio in fatto di pittura, scultura e architettura, ma noi non ce ne accorgiamo, perché viviamo troppo al ritmo imposto dai media. Non sono sul mercato dell’arte per mia scelta, se qualcuno vedendo le mie opere le vuole comperare, bene, altrimenti amen. Voglio la mia indipendenza. Più dei rapporti con le gallerie, ritengo preziosi i rapporti con la gente che, vedendo la porta aperta, entra nel mio studio e si mette a dialogare. Certo, la coerenza con le mie scelte mi rende, in certi momenti, la vita un po’ più dura, per guadagnare la pagnotta quotidiana mi sono ‘imprestato all’arte orafa’, disegno gioielli e preparo sculture in cera per la loro microfusione, ma penso ne valga assolutamente la pena. Sempre per mia precisa volontà, non ho un sito internet né un indirizzo e-mail…dipende dal discorso fatto prima, sui media che ci impediscono l’uso migliore del nostro tempo. Dal 2001 non ho neanche la tv, un po’ perché in quell’anno ha vinto Berlusconi, un po’ perché mi rendo conto di come possa diventare un mezzo potente per manipolare le persone”.

La sua esigenza di libertà non è però solo un rifiutare, a volte lo porta ad esporsi in prima persona, come quando partecipato, nel 2001, ai funerali di Carlo Giuliani, morto durante i tumulti del G8 di Genova. “Partecipo alle manifestazioni pacifiste e di partito fin dal 1975 – ricorda - ma quella è stata l’unica volta in cui ho provato un vero spavento: la polizia, a manganellate, ha diviso in due il corteo di cui facevo parte. Per fortuna, con i miei amici partiti in pullman da Mede, eravamo nella metà ‘giusta’ del corteo, non abbiamo preso botte e abbiamo solo sentito odore di lacrimogeni. Quella notte c’è stata l’irruzione della polizia alla scuola Diaz. Questa esperienza però mi ha stimolato. Ho letto il libro ‘Fragili resistenti’, scelto trenta dei messaggi per Carlo Giuliani in esso contenuti e ho realizzato trenta tele, poi esposte in Piazza Alimonda a Genova, nel luogo dove la famiglia Giuliani, il 20 di ogni mese, chiunque voglia ricordare il loro parente scomparso. Era l’agosto del 2005: al centro tutte le mie opere avevano dei dipinti per sculture – gioiello, intorno ho rinunciato ad usare i miei soliti colori, per scrivere frasi tratte da libri e giornali che parlavano del G8. Sempre sull’argomento, ho realizzato il quadro ‘Lo scampato’, che sarei io.Comunque – tiene a precisare – non intendo assolutamente pormi come maestro di vita e pensiero. Se qualcuno mi chiedesse il senso della vita, gli risponderei con un candido ‘Boh!?!?!?’ Molto umilmente, da persona che si dichiara non credente in Dio, ma nell’uomo e nelle cose quotidiane, proseguo la mia ricerca. Voglio dedicarmi alla scultura per i prossimi 2 o 3 anni, per approfondire la conoscenza del materiale, sia tufo o altro. Chiamo le mie opere scultoree ‘monoliti’, ispirandomi a quelle dell’Isola di Pasqua, che si dice vadano in giro la notte. Questo nome mi ricorda il momento in cui, finita la prima, non la trovavo più. Se con la mia opera, osservando la bellezza, le forme e i colori, sono destinato a trovare il senso della vita, spero di trovarlo…la sera prima di morire. Non so se riuscirei a sopportare quello che potrei scoprire”.

Le immagini relative sono nell'album "Pasciutti art"