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日志


5月29日

Angels (by Within temptations)

Sparkling angel I believed
you were my saviour in my time of need.
Blinded by faith I couldn’t hear
all the whispers, the warnings so clear.
I see the angels,
I'll lead them to your door.
There's no escape now,
no mercy no more.
No remorse cause I still remember
the smile when you tore me apart.
Chorus:
You took my heart,
Deceived me right from the start.
You showed me dreams,
I wished they would turn into real.
You broke the promise and made me realise.
It was all just a lie.
Sparkling angel, I couldn't see
your dark intensions, your feelings for me.
Fallen angel, tell me why?
What is the reason, the thorn in your eye?
I see the angels,
I’ll lead them to your door.
There's no escape now,
no mercy no more.
No remorse cause I still remember
the smile when you tore me apart.
Chorus:
You took my heart,
deceived me right from the start.
You showed me dreams,
I wished they would turn into real.
You broke the promise and made me realise.
It was all just a lie.
Could have been forever.
Now we have reached the end.
This world may have failed you,
it doesn’t give you reason why.
You could have chosen a different path in life.
The smile when you tore me apart.

 

5月21日

C'era una volta in America (e non solo)

Il mio diletto é candido e rosato

le sue gote sono oro sopraffino

il suo collo é uno stelo soavissimo

(anche se non se lo lava dalla Pasqua passata)

le sue gambe sono colonne di alabastro

che poggiano su basi di oro puro

(in calzoni così luridi che stanno in piedi da soli)

i suoi occhi sono occhi di colomba

egli é tutto una delizia...

...ma sarà sempre un teppistello da quattro soldi

per cui non sarà mai il mio diletto...che peccato!

 

Deborah: Noodles tu sei la sola persona che io ho mai...
Noodles: Che hai mai? Vai avanti, che hai mai?
Deborah: Di cui mi sia importato. Ma tu mi terresti chiusa a chiave in una stanza e getteresti via la chiave, non è vero?
Noodles: Sì, credo di sì.
Deborah: Il guaio è che io ci starei anche volentieri.

 

Corri Noodles che mamma ti chiama....

5月18日

Corsi e ricorsi storici

Sabato scorso sono andata ad un convegno su Olivetti, presso il palazzo centrale dell'università.

Sapevo più o meno dov'é l'ala dedicata a scienze politiche, ma non quale fosse di preciso la sala grande della facoltà.

Salgo lo scalone e NON CI POSSO STARE PER CREDERE: E' LA SALA DOVE SI E' LAUREATA CHIARA!

La cosa mi ha fatto un piacere enorme, anche se sono passati ormai dieci anni da quel 16 febbraio.

E' stata proprio una bella giornata. Non so se per ringraziarmi del fatto che ero andata a Pv apposta per vederla, o perché qualcun altro aveva gentilmente declinato l'invito, quindi si era liberato un posto, mi ha pure invitata al pranzo in trattoria...un'occasione veramente simpatica anche perché, alla faccia del febbraio, era venuta fuori una giornata di sole da stare in maniche corte.

E' stato praticamente il giorno in cui ho capito che il periodo in cui non sapevo più cosa volesse dire stare bene poteva finire, che c'era una via d'uscita dalla palude delle frottole e delle menzogne e che io la stavo imboccando. In effetti, poco dopo, ho cominciato la mia vera vita sociale e ho avuto tre anni di divertimento pazzesco. (Magari anche stavolta mi porterà bene...ho proprio voglia di scatenarmi!:-PPP)

A Chiara, dunque, giunga il mio saluto: ricordo ancora con piacere le nostre partite a pinnacola, per le quali rischiavo tranquillamente di arrivare tardi a lezione, le nostre discussioni sul fatto che se lei fosse nata maschio sarebbe già stata un simpatico tenentino di prima nomina, gioia di papà colonnello, ma si poteva ovviare sposando un militare, onde continuare a frequentare il circolo ufficiali e la recita da lei organizzata, tratta dall'"Uomo del destino" di George Bernard Shaw...con annesso effetto cosplayer di Lady Oscar quando lei e le altre sono andate al bar in costume di scena da soldatini napoleonici. (Coraggio, sarà per la prossima reincarnazione: anch'io in una vita precedente giocavo quarterback nei Denver Broncos :-PPP)

Grazie della fantasia.

 

Faby

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5月15日

Ancora sugli anni '80

Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia ad una generazione, quella di noi nati negli anni '80 (anno più, anno meno) e cresciuti negli anni '90, quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto e quelli che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao.

(Ehm...1978 Aldo Moro e 1981 Alfredino nel pozzo....)

Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.

(Basta sapere che la politica tradizionale é finita e va convertita in altre forme....)

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però, ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessun o glielo dice.

(Che abbiano tutto tranne la possibilità di essere protagonisti della propria storia?)

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a nascondino, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

(Qui devo ringraziare pubblicamente la sigla finale di BimBumBam edizione 1981-82. A quei tempi la scuola del paese non aveva la palestra, quindi alcuni della mia età hanno provato anche l'ebbrezza di fare ginnastica in corridoio, almeno per l'inverno, quando non si poteva andare al giardinetto.

Ma l'essenziale é che la maestra aveva detto che andavano bene anche un paio di vecchi pantaloni e un vecchio maglione e mia madre si stava adeguando, quando ha visto la sigla di cui sopra e mi ha comprato non una, ma due tute simili a quelle indossate dai bambini nel filmato! Una azzurra, che poi è andata bene anche a mio fratello e una rosa).

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2...

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione!).

Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.

(Ehm, i miei amori a cartoni animati sono Actarus, Char Aznablie e Marin Reigan...ho inoltre imparato la rivoluzione francese con Lady Oscar ma penso vada bene lo stesso, no?:-PPP)

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non costa niente licenziarci.

(E qui possiamo aprire il dibattito: perchè da quando costa così poco licenziare hanno deciso di fare prima e non ci assumono neanche? Devo discuterne con mio padre che guarda sempre Ballarò).

Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo però imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, i reportage dalla Guerra Del Golfo e dalla Iugoslavia, Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale e siamo state le più giovani vittime di Cernobyl.

(Che paura il giorno in cui Gheddafi lanciò i missili su Lampedusa...era il 1986 circa. Per tacere del fatto che siamo sempre in attesa che ci spieghino bene cosa é successo tra Piazza Fontana, sequestro Moro, Ustica e roba del genere).

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man e ai videogiochi nei bar.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill; quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.

Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male, per non parlare dei Chicchirichì!

Siamo la generazione delle sorprese del Mulino Bianco, di Magnum P.I., di Holly e Benji, di MacGyver, dell'Incredibile Hulk, di He-Man, di Lamù, di Creamy, di Kiss Me Licia, dei Barbapapà, dei Cavalieri Dello Zodiaco, di Tigerman, di Sailor Moon, di Mila e Shiro (e ci chiediamo ancora se alla fine vanno insieme...) ...

(Eh ma non finisce che lei la prendono in nazionale per le Olimpiadi di Seul? A parte che io preferivo Mimì Ayuhara).

I maschi giocavano con le Micro-Machine, Big Jim e le femmine con la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.

L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni....

(Già: sono finiti i portapacchi o le vacanze, con la crisi che c'é?:-PPP)

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:

viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag;

facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista;

non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino;

andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti;

le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale;

non c'erano i cellulari;

andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!

magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi, al limite uno era grasso e fine;

ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato;

ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto;

non avevamo Playstation, 99 canali televisivi, dolby-surround, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

(Se sono sopravvissuti, almeno quanto basta per riprodursi, pure gli uomini delle caverne....Ma il problema secondo me é un altro, che sviscererò in un prossimo post: ieri sono andata al corso di etica ambientale. Il prof ha iniziato parlando di Machiavelli, che era triste, solo, esiliato, ma la sera "in abiti curiali" leggeva Omero e Platone, cioè leggendo i classici si sentiva di nuovo pieno di gioia e dignità. Stavo per dirgli come a me succedesse la stessa cosa, quando la bimba che viene a fare i compiti da me se ne va dopo avermi chiamato "Ladra dei suoi soldi" o fiori del genere e io accendo YouTube, mi becco il finale di Baldios e adesso ho visto che c'é anche tutto "Caro Fratello", che mi assaporerò pian piano nel tempo...giapponese con sottotitoli in inglese, ma io adoro le lingue straniere, anzi doppio piacere perchè vedo il frutto degli sforzi che ho fatto per impararle. Però il prof ha subito continuato con "adesso poi parliamo di come la tv rovina i bambini".... A parte che lui figli non ne ha, ecco che abbiamo tre generazioni che non riescono a parlare la stessa lingua, per quanto abbiamo gli stessi pensieri e problemi: la sua, la mia e quella della bimba, per cui scuola e catechismo = farsi rompere le scatole da gente incompetente. Se qualcuno mi ascoltasse, la traduzione la farei io, ma per ora devo accontentarmi di questo blog).

Tu sei uno di nostri? Congratuzioni!

Ah, ovviamente da diffondere tra tutti i nati negli anni '80!

5月11日

Per te, mamma!

Grazie a Paoletta di avermi ricordato che oggi é la festa della mamma...

sapete com'é, da una quindicina di anni in qua, cioé da quando mio fratello

faceva terza media e hanno smesso di fare lo spettacolo, non so più quand'é!!!

Rimedio in corner con la poesia di un insospettabile: il giornalista calcistico

Gianni Brera, che dedico a tutte le mamme vive e defunte. Ci aggiungo una foto

di Anne Geddes per ingentilire il tutto.

 

Troppo severo è il Dio di mia madre.
Ogni sera ella chiede perdono
di aver sofferto per vivere.
Forse tra noi e lassù corrono amari equivoci,
ma più sicuro è che provo pena
per chi, soffrendo, chiede ancora perdono.
Nascere non è colpa, né vivere
di così poco e laborioso pane.

Gianni Brera

 

5月8日

Romantico!

"Young man, why not throw the weapon away and tell her that you love her like a consuming flame? Maiden, why not take off the fortified tunic and tell him that you love him deeper than the universe?"

 

5月3日

Il bene comune

Il bene comune di tutti e per tutti può essere raggiunto solo insieme, grazie all'attiva partecipazione di ciascuno alla vita della comunità. Il nostro é untempo tentato dall'individualismo e allora il tema del bene comune ci interessa non solo come cittadini, ma come educatori e come persone di scuola. Non occorrono molte argomentazioni per dimostrare come la scuola costituisca un "bene comune" qualificante per ogni società civile. Essa ha il compito di introdurre le nuove generazioni alla cultura e alla moralità della società di cui sono parte.

La scuola é laboratorio di vita e di cultura, palestra di responsabilità e partecipazione. Una società non può non essere gelosa custode della qualità della propria scuola, preoccupandosi perchè essa abbia i mezzi umani, professionali, organizzativi, economici per poter assolvere alla sua funzione, che in questo momento é resa più impegnativa dalle trasformazioni in atto.

La ricerca e il servizio al bene comune hanno bisogno di piantare la loro radice nella coscienza delle persone. Per questo occorre che i ragazzi imparino a condividere, toccare con mano il legame che rende l'altro prezioso per noi e per l'altro. Così matura nella coscienza dei ragazzi il senso della loro vocazione sociale, per dirla con le parole di La Pira, cioé la bellezza e la responsabilità di realizzarsi nel costruire qualcosa che va oltre sé e i propri interessi.

Benché l'educazione conosca un momento di crisi, tuttavia si é disposti a riconoscerle un valore per la persona: l'importanza dell'aiutare ciascuno a crescere, a mettere a frutto i propri talenti, a trovare la propria strada nella vita. Ma oggi questo non basta: abbiamo bisogno che si riconosca il valore sociale dell'educazione. 

Giovanni Cattaneo

 

Ottimo, direi, ma mi rimane un dubbio:

 

che cosa rende l'altro prezioso per noi e per l'altro?

 

Azzardo alcune ipotesi:

- la bellezza?(No prego niente arzigogoli sull'essere belli dentro, sto proprio parlando di quella brutalmente esteriore)

- Il fatto che gli si può parlare, confidarsi, sapendo che ascolterà e non ci riderà dietro?

- Il fatto che c'é quando serve e poi sparisce fino alla volta successiva in cui si ha bisogno di lui/lei?

- Le esperienze condivise?

 

Si accettano commenti, aggiunte e precisazioni.