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1月30日 Una storia accanto al fuocoIl giornale mi ha finalmente pubblicato quest' intervista da me realizzata mesi fa. Vorrei condividere con voi la mia soddisfazione finché fa ancora abbastanza freddo per stare volentieri in casa, a leggersela piano piano. A volte si pensa che, per avere qualcosa di affascinante da raccontare, occorra fare esperienze estreme, fuori dal comune. Parlando con Felice Martinotti, si ha però l’impressione che il vero segreto sia nell’osservare anche i più semplici dettagli di quello che ci sta intorno, con occhio ironico e affettuoso. Le poesie in dialetto da lui composte, infatti, parlano di vita quotidiana, in tono ora polemico, come “La spisieriia dal me pais”, sulla farmacia, ora disincantato, come “Povar grafiò”, che parla di un ciliegio rovinato dopo essere stato cresciuto con tanto amore o “La bèla da dré”, una signora che rimase sola perché, in gioventù, nessuno le sembrava degno di diventare suo marito. Non mancano però anche versi di tono elegiaco, come “Primavera al Priocch”, che racconta di una bella giornata passata in campagna, a fare un pic nic sul prato con moglie e figli e chiedendosi se lo stare in paradiso provoca una sensazione simile. “Sono nato nella casa di fronte a quella in cui abito ora – racconta il poeta dialettale – dove abitavamo in due famiglie: quella formata da me e dai miei genitori e quella dei miei zii, con le loro tre figlie. Mio padre faceva il perdapè e anche mia madre lavorava in campagna, per cui ero molto affezionato a mia zia, che essendo casalinga aveva più tempo per starmi dietro e anche a mio zio che teneva “la cassa” per tutti e non mi negava mai i soldi quando glieli chiedevo. Bisogna ricordare che era il tempo in cui, in campagna, tutti i lavori si facevano a mano, non era tutto meccanizzato come oggi. Per farmi studiare, i miei mi hanno messo in collegio, prima a Borgo S. Martino, quando avevo circa dieci anni, era il 1940 e c’era la guerra, poi a Vercelli, dove ho studiato da geometra. A me le gabbie non sono mai piaciute, per cui gli ultimi anni non ho più voluto stare in collegio, ma viaggiavo col treno, anche se era pesante. Da giovane, ero un tipo spensierato e un po’ scapestrato, mi piaceva correr dietro alle gonnelle, forse anche troppo, perché dalle ragazze ho ricevuto parecchie delusioni. Questo almeno fino al novembre del 1950, quando ho ricevuto un vero dono del Cielo.” Perché, cosa accadde? “La mia carissima “ziona”, la chiamavo così, si ammalò molto gravemente e sono andato da Padre Pio, in Puglia, per chiedere la grazia. Mi sono confessato con lui, gli ho parlato dei miei problemi e ho lasciato una lettera di supplica in cui chiedevo, fra l’altro, di poter trovare una brava ragazza per formare una vera famiglia. Com’è come non è, otto giorni dopo sono andato a ballare al circolo degli agricoltori e ho notato una giovane seduta al tavolino. Nessuno la faceva ballare, perché era di Breme e si trovava in paese per aiutare un suo parente ammalato colla gestione di un negozio, ma mi ha colpito così l’ho invitata. Quando si è alzata in piedi, mi ha strappato un “che bella ragazza che sei!”. Non per niente Luigina, così si chiamava, era stata eletta miss Breme. Fortunatamente per lui, il suo parente si ristabilì. Intanto io avevo trovato lavoro a Vigevano e, per farla breve, il nostro divenne un amore epistolare: ci vedevamo un paio di volte l’anno, per il resto ci scrivevamo. Quando mio padre morì, cadendo da un carretto, decisi di “mettere la testa a posto” e di fare il grande passo: le scrissi proponendole di sposarmi. La lettera di risposta mi arrivò e…dovetti pagare una multa: Luigina era talmente agitata che, imbucandola, si era scordata il francobollo! Comunque ci siamo sposati nel ‘55, abbiamo due figli e cinque nipoti, tre dei quali per metà ungheresi.” Tutto bene, dunque…. “Strano pensare come, nella vita, gioie e dolori si mescolino: il giorno in cui mio figlio Giuseppe si è laureato dentista con 110 e lode, io ero all’ospedale per una pancreatite acuta e là ho ricevuto la buona notizia.” Come ha conciliato la sua passione per la poesia con l’attività di geometra? “Per un periodo, dal ’61 a quando sono andato in pensione, ci siamo dovuti trasferire perché qui non c’era lavoro e abbiamo vissuto in Brianza, poiché avevo trovato un posto a Milano e, per la mia attività, dovevo anche viaggiare spesso. Alcune delle mie poesie sono nate proprio sul lavoro, ad esempio “Al cap””. Ma come ha cominciato a scriverle e come è nata la decisione di pubblicarle? “A me scrivere è sempre piaciuto, fin dai tempi della scuola: invidiavo il mio compagno di banco, che era un genio in matematica, ma io riuscivo molto meglio nei temi. Ai tempi in cui ero lontano da Sartirana, perché stavo in Brianza, avevo nostalgia del paese e mi scrivevo col mio amico Anselmo. Siccome lui punteggiava spesso le sue lettere con rime in dialetto, osservazioni satiriche e battute di spirito, anch’io ho cominciato a rispondergli rimando in dialetto. Un giorno ho fatto leggere quello che scrivevo ad un altro mio amico, Candido, il quale mi ha suggerito di pubblicare le mie opere sul giornalino “Ascoltiamoci”, che girava per Sartirana e nei paesi vicini. Così mi sono fatto conoscere da tanta gente”. Gente che magari poi gli scrive per ringraziarlo e commentare con lui i suoi scritti, creando una specie di community virtuale anche per chi non sa usare internet. 1月23日 Anteprima Sanremo 2008Il Pipposo e Pippocentrico Pippone nazionale ha reso noto l'elenco dei partecipanti al prossimo Festival: che dire? Per me é un bel mix di martedì grasso e venerdì santo...mi spiego meglio brevemente:
Martedì grasso:
Sergio Cammariere, che mi é piaciuto tanto qualche anno fa Giò di Tonno e Lola Ponce, che se fanno faville come nel mitico "Gobbo di Notre Dame"... Max Gazzè, mai banale L'Aura Mietta, grande mito Amedeo Minghi, perchè ho splendidi ricordi legati al "Trottolino amoroso dudù daddaddà" Mario Venuti, che mi piace dai tempi dei Denovo, quindi sono ormai vent'anni!
Venerdì santo:
Loredana Bertè...dobbiamo premiare la minaccia di suicidio? Fa sempre in tempo a ripensarci. Toto Cutugno: ma dobbiamo proprio perpetuare certi stereotipi? No che poi al mondo, oltre a lui, di cantautori italiani ne conoscono pochissimi e ciò non é bello.... Finley: troppo zucchero fa cariare i denti. Little Tony: mettersi tranquillo a curarsi il "Cuore matto" no eh? Paolo Meneguzzi: gli sono biologicamente allergica. Anna Tatangelo: un'altra nei cui confronti ho un'allergia biologica. Perché a 20 anni si trucca da vecchia? Per far la finta giovinetta a 50? Tiro Mancino: canzoni tutte uguali.
Poi, nella mia infinita magnanimità, lascio tra color che son sospesi:
Eugenio Bennato Frankie Hi Nrg: che non si faccia intimidire dal Festival e le canti chiare Gianluca Grignani: che ci tiri fuori qualcosa di fino tipo "Ti raserò l'aiuola" e scandisca le parole, mi raccomando! Fabrizio Moro: atteso al varco dopo la vittoria dell'anno scorso. Tricarico: da uno che ha tirato fuori "Buongiorno buongiorno io sono Francesco" mi aspetto molto, salvo effetto Festival di cui sopra. Michele Zarrillo: é un grande (sua madre e la madre di un mio amico sono pure amiche), ma che non mi faccia una cosa troppo piagnucolosa, e tutti i giovani, che non conosco: anzi, uno ci sarebbe, il figlio dei Pooh Daniele Battaglia, che interpreta canzoni fantastiche da mettere in macchina mentre si guida...l'augurio é di non strappare a mia madre, come é successo negli anni scorsi, uno sconsolato: "Oh ma che giovani vecchi! Sembrano tutto usciti dalla stessa scuola, con gli stessi maestri e lo stesso stampino!".
Ma come disse il vice - presentatore Chiambretti:
Comunque vada sarà un successo. 1月10日 Un milione di anni fa, o forse due...Devo ringraziare la mia amica Kia Forzagirls per avermi lasciato copiare questo pezzo...i commenti però sono miei e me prendo piena responsabilità! Per non dimenticare
(Urka, io vengo dai tempi di ancora prima, quando non esistevano ancora i giochi elettronici...ah, il soave cinguettio degli pterodattili!)
(E l'Allegro Chirurgo dove me lo lasci?)
(Quale facevi? Io avevo quello delle regioni d'Italia, quello della preistoria e quello tipo "Conosciamo il mondo", con gli ortaggi, gli animali, le pietre preziose, il corpo umano...non ricordo più se quello di Jeeg Robot era mio o di un mio amico)
(Ma perché "avevamo"? Cosa sono questi verbi al tempo passato? Vabbé, quello di Spotorno me l'hanno chiuso, ma quello qui in paese ce l'ho ancora e ogni tanto ci passo a ristorarmi l'anima.)
(O "Lupo mangiafrutto", o "Prince Kento"....)
(Comprare il mangiadischi no eh?)
(Quando ero piccola, vedendo i tarassachi - dente di leone fuori dal mio cancello, mi chiedevo come facesse Péline a volare attaccata a qualcosa di così piccolo...l'ho capito poi)
(A parte che mio fratello, 28 anni la settimana prossima, una discussione del genere l'ha fatta con gli amici non molto tempo fa, noi che poi abbiamo visto Peter Rei saltare su Gundam e pilotarlo col manuale d'istruzioni sulle ginocchia e pigiando pulsanti a casaccio, Char sotto la doccia e abbiamo avuto lo svenimento definitivo...)
(Noi che la maestra, perchè era ancora il tempo della maestra unica, ci consigliava i programmi da vedere: gli sceneggiati su Cristoforo Colombo - regia di Lattuada, proagonista Gabriel Byrne - e su Marco Polo - regia di Giuliano Montaldo, protagonista Ken Marshall - veramente supermitici -ah, le cime del Pamir!!!- ma anche "Parola mia" e la serie di Quark con gli interventi dell'esperto di astrofisica Carl Sagan, interessantissimi).
(Non era quello il problema: il problema era far la coda all'ufficio per prendere i gettoni e aspettare che quello/a prima avesse finito...chissà perché, riuscivi sempre a beccare una persona in grado di andare avanti senza prendere fiato per almeno 45 minuti!)
(Eheheheh con la quale sono state scattate mitiche foto di me insieme ai miei amici)
(Tanto é vero che l'hanno ripristinata...forza tutti in coro: "Vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia....)
(Film 20.30? Magari nelle vacanze...in tempo di scuola a dormire dopo i Puffi!!!)
(Argh qui sgarro clamorosamente: siccome mamma, ora in pensione, era maestra elementare qui in paese, siccome avevo gli amichetti con cui giocavo che lei aveva un anno più di me, lui uno meno, ero sempre in compagnia...che poi per andare da casa mia a scuola bisogna solo voltare l'angolo...letteralmente!)
(A casa? Io venivo presa dalla maestra e portata nella classe di mia madre all'urlo di:"MIRANDAAAAAAAAAAAAA!!!!Guarda questa cosa mi combina!" Però mi dava una consolazione che non so spiegare riuscire a vedere casa mia dalle finestre del piano di sopra della scuola...da allora amo le vedute dei tetti).
(Do you know "I quindici" e l'enciclopedia "Conoscere"?) (...e girare la campagna. Ma per quello, fortunatamente, non é mai troppo tardi.)
(...e che magone ai primi di settembre, perché da un lato era bello che tornasse Piolo a fare le scenette con Uan e Brandolin e ci eravamo stufati di "Flo la piccola Robinson" e di "Cuore" che, a furia di replicarli tutte le estati, sapevamo a memoria, però l'inizio della nuova stagione di Bim Bum Bam significava che era ora di tornare a scuola!) (Vinto magari alle giostre....)
(ARRRRRRRRRGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHHH NNNNNNNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! All'oratorio la suora sapeva solo quel gioco lì e ce l'ha fatto uscire anche dal naso!!!)
(Cubo di Rubik no? Indovinelli? Cantare?) Eugenio Finardi mode on:
E tornando alla sera dalle gite della scuola sui sedili, in fondo alla corriera dove s'imparava a dire le parole dell'amore che nessuna scuola mai insegnerà...
Eugenio Finardi mode off.
NOI CHE ADESSO SIAMO NEL 2008 E CERTE COSE LE RICORDIAMO SORRIDENDO... NOI CHE CERTE COSE LE ABBIAMO VISSUTE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!
voglio torna bambinaaaaaa!! Guardando le 13-14 enni di oggi m vengono i brividi... godetevi qst anni! nn abbiate fretta d crescere!!!
Concordo, grazie per la passeggiata nella memoria e nell'anima, ma permettimi di concludere con un sorriso e una battuta della "Settimana enigmistica": "Quelli che sono nati ricchi e ricchi son sempre stati non conosceranno mai la più dolce sensazione che ci sia sulla Terra: aver pagato l'ultima rata del mutuo!" 1月6日 Santa Befana!La pecorina di gesso, sulla collina in cartone, chiede umilmente permesso,
Questa poesia di Guido Gozzano é per ricordare un'altra grande tradizione perduta del mio paese: la messa dell'infanzia, quella dell'Epifania in cui si recitava la poesia, poi si baciava la statua di Gesù bambino e si riceveva un mandarino. A presto con novità spettacolari...stay tuned!
1月3日 Cavallo biancoPrima che me lo chiediate no, non ho mai provato a cavalcare. Sono rimasta un po' perplessa quando una sera, alla tv, hanno chiesto ad una ragazza: "Immagina di avere davanti a te un cavallo...che fai?" Lei ha risposto: "Mah, mi avvicino timidamente e provo ad allungargli una carota, uno zuccherino...." Stavo pensando: "Ragazza scarsa" e già mi scendeva una lacrimuccia di consolazione al pensiero di Alessandro Magno che doma Bucefalo e parte alla conquista della Persia (ah, le cime del Pamir!!!!) quando la saputa conduttrice ribatte: "No perché vedi questo é un test per capire il tuo rapporto col sesso...." Ma vabbé, non addentriamoci in terreni troppo paludosi e godiamoci un grande classico dei Matia Bazar
In silenzio muore il sole in cielo, |
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